RIPETIZIONE INDEBITO: azione infondata in assenza dei documenti giustificativi del credito
Pubblicato il da Avv. Catia La Torraca - aggiornato il
E’ infondata la domanda di ripetizione dell’indebito proposta dal correntista, nel caso di mancata produzione in giudizio dei documenti attestanti il proprio credito verso la Banca, o quantomeno, della dimostrazione dell’impossibilità di farlo.
Il correntista ha l’onere di provare l’avvenuto pagamento delle somme richieste in restituzione.
Questo sono i principi ribaditi dal Tribunale di Vibo Valentia, dott. Giuseppe Cardona, quale Giudice d’Appello, con la sentenza del 23.02.2015.
Nel caso considerato, un correntista proponeva gravame avverso la sentenza con cui il Giudice di Pace aveva rigettato l’azione di ripetizione dell’indebito proposta nei confronti della Banca e volta ad ottenere la restituzione di tutte le somme illegittimamente percepite, in virtù della dichiarata arbitraria applicazione della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi e della previsione di addebiti vari per spese di gestione del conto, relative al calcolo nei giorni di valuta, nonché per commissione di massimo scoperto non esplicitamente previste in contratto.
La Banca si costituiva in giudizio, sostenendo la genericità dei motivi di gravame, la piena legittimità della clausole pattuite all’interno del contratto, nonché il mancato assolvimento dell’onere della prova in ordine al pagamento delle somme chieste in restituzione da parte del correntista e chiedendo il rigetto dell’appello.
Il Tribunale di Vibo Valentia, rilevata la mancata produzione in giudizio, a sostegno della domanda proposta dal correntista, dei documenti attestanti il proprio credito verso la Banca, o quantomeno, dell’impossibilità di farlo (ad esempio attraverso la formulazione, prima dell’avvio del giudizio di primo grado, di un’istanza ex art. 119 c. IV, D. Lgs. n. 385/1993 a cui l’istituto di credito non abbia dato seguito), rigettava l’appello, confermando la sentenza impugnata e condannando l’appellante al pagamento delle spese di lite.
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