PEGNO: è regolare quello posto su saldo di conto corrente bancario in favore della banca depositaria

Pubblicato il da Avv. Paola Serpe

PEGNO: è regolare quello posto su saldo di conto corrente bancario in favore della banca depositaria

Il pegno di saldo di conto corrente bancario costituito a favore della banca depositaria si configura come pegno irregolare solo quando sia espressamente conferita alla banca la facoltà di disporre della relativa somma mentre, nel caso in cui difetti il conferimento di tale facoltà, si rientra nella disciplina del pegno regolare.

Questo è il principio espresso dal Tribunale di Genova, Giudice Patrizia Cazzato, con la sentenza n. 2687 del 3 novembre 2023.

Le attrici richiamavano genericamente l’avvenuto acquisto di obbligazioni emesse dalla Banca con il versamento di € 1.500.000,00, “costituendo la medesima somma in garanzia della suindicata linea di credito accesa sui due conti correnti” e con il delinearsi così – in tesi difensiva – un’operazione anomala, priva di causa, costituente una vera e propria garanzia atipica e comunque nulla per mancanza di forma scritta e mancata consegna di copia del contratto.

Il Tribunale ha specificato che dai documenti risultava come il pegno fosse stato costituito su titoli della società a garanzia della linea di credito ad essa concessa; quindi trasferito sulle somme ricavate dalla vendita dei titoli ed ancora costituito sulle somme depositate su altro conto corrente: tutte operazioni che in sé non presentavano alcun profilo di illegittimità o nullità.

Il Giudice ha chiarito che trattavasi di pegni rientranti nella definizione prevista dall’art. 2784 c.c. e possibili, come anche affermato dalla giurisprudenza di legittimità, anche su saldo di c/c, senza che necessariamente si desse luogo ad un pegno irregolare.

La società, del resto, aveva costituito il pegno sui titoli e, quando aveva deciso di venderli, li aveva venduti costituendo il pegno su quanto ricavato (quindi sulla somma depositata sul conto corrente). Secondo il Tribunale, entrambe le due garanzie rispondevano allo schema codicistico, anche nell’interpretazione fornitane dalla giurisprudenza e ad un interesse meritevole di tutela, andando a prevedere una garanzia per le due linee di credito.

Tali contratti – di cui parte convenuta aveva depositato i relativi documenti contrattuali – erano stati tutti sottoscritti dalla società e, diversamente da quanto affermato dall’attrice, il Tribunale ha chiarito che l’art. 117 TUB non sanziona con la nullità la consegna di copia scritta del contratto, ma solo la violazione della necessaria forma, rispettata nel caso di specie con la regolare sottoscrizione.

Per questi motivi, le domande delle attrici sono state dichiarate inammissibili con condanna in solido alle spese di lite in favore della banca convenuta.

 

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