Opposizione ex art. 98 lf: è tardiva se proposta oltre il termine lungo ex art. 327 cpc
Pubblicato il da Avv. Camilla Perone Pacifico
Testo massima
Per effetto del richiamo alla disciplina dell’art. 327 cpc, indipendentemente dalla comunicazione ex art. 97 lf, l’opposizione ex art. 98 lf non è più proponibile decorsi sei mesi (soggetti a sospensione feriale) dalla pubblicazione dello stato passivo.Alla tardiva comunicazione ex art. 97 lf del curatore, effettuata oltre il suddetto termine di sei mesi, non può ipotizzarsi una rimessione in termini dell’opponente. E’ quanto disposto dal Tribunale di Napoli, Giudice relatore, dott. Stanislao De Matteis, nell’ambito di un giudizio ex art. 98 lf, ove la curatela, regolarmente costituitasi in giudizio, ha eccepito la inammissibilità del ricorso per tardività della opposizione proposta. In particolare, la curatela ha eccepito la tardività della opposizione, in quanto la stessa, se pure depositata nel termine di giorni 30 dalla comunicazione del curatore, è stata proposta quando era già spirato il termine lungo di sei mesi e 45 giorni ex art. 327 cpc. Il Tribunale, ritenuta condivisibile l’applicazione estensiva ed in via analogica dell’art. 327 cpc anche a forme di impugnazione diverse da quelle a cui la norma si riferisce, riporta scrupolosamente l’orientamento giurisprudenziale favorevole all’operatività del termine lungo di decadenza dalle impugnazioni di cui all’art. 327 cpc anche in materia fallimentare ed, in particolare, al procedimento di accertamento del passivo, non mancando di precisare come tale conclusione sia rafforzata dalle modifiche strutturali apportate al sistema fallimentare dalla riforma. Viene, poi, correttamente evidenziato, come neanche possa ipotizzarsi una rimessione in termini dell’opponente, ricollegabile in qualche modo alla tardiva comunicazione ex art. 97 lf del curatore, effettuata oltre il suddetto termine di sei mesi (soggetto a sospensione feriale), non potendosi ritenere la assoluta non imputabilità della mancata conscenza alla parte opponente, visto il notevole lasso temporale decorso dalla pubblicazione dello stato passivo. Sulla base di tali principi, il Tribunale giunge ad affermare l’inammissibilità della opposizione per tardività, condannando la ricorrente al pagamento delle spese di lite.
Testo del provvedimento