NUOVO ART.120 TUB: il divieto della capitalizzazione è incompatibile con la disciplina europea
Pubblicato il da Avv. Maria Luigia Ienco
Testo massima
Il divieto della capitalizzazione di cui art. 120, secondo comma TUB non trova applicazione nei contratti di finanziamento.La previsione di cui all’odierno art. 120, secondo comma TUB infatti, non è applicabile alla capitalizzazione della quota di interessi conglobata in ciascuna rata, che si verifica nei contratti di finanziamento in occasione della risoluzione o della decadenza dai termini di pagamento per effetto delle clausole conformi al dettato dell’art. 3 delibera Cicr 9 febbraio 2000.
Invero, l’art. 120 secondo comma d.lgs. 385/1993, contiene: – alla lettera A una previsione letteralmente limitata ai contratti di conto corrente; – alla lettera B contiene prescrizioni riferite esclusivamente agli interessi “periodicamente capitalizzati”, con esclusione quindi della capitalizzazione una tantum che si verifica ai sensi della disposizione sopra indicata
Sussiste incompatibilità tra il dettato dell’art.120 TUB che pare imporre a livello strettamente nazionale un nuovo, peculiare e più complesso sistema di contabilizzazione nei rapporti bancari di durata e il generale divieto ex art. 101, terzo paragrafo e primo paragrafo lettera C e lettera B TFUE di pratiche concordate che creino segmentazioni del mercato unico europeo o che abbiano per oggetto o effetto di limitare gli investimenti. Questi i principi espressi dal Tribunale di Siena, in persona del Giudice Unico, dott. Stefano Caramellino, con ordinanza del 04.08.2015 emessa a scioglimento di riserva, nel corso di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. IL CONTESTO NORMATIVO Appare opportuno, preliminarmente, individuare il contesto normativo tracciato dall’adito giudicante
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ART.120 SECONDO COMMA TUB |
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Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione di |
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Lettera a 120 |
a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei |
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Lettera b 120 |
b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano |
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ART. 101 TFUE (ex articolo 81 del TCE) |
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primo paragrafo lettere B e C |
1. Sono incompatibili con il mercato interno e vietati tutti gli accordi a) fissare direttamente o indirettamente b) limitare o controllare la produzione, gli sbocchi, lo c) ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento; d) applicare, nei rapporti e) subordinare la |
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2. Gli accordi o decisioni, |
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Terzo paragrafo
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3. Tuttavia, le disposizioni del paragrafo 1 – a qualsiasi accordo o categoria di accordi fra – a qualsiasi decisione o categoria di decisioni – a qualsiasi pratica concordata o categoria di a) imporre alle imprese interessate restrizioni b) dare a tali imprese la possibilità di |
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ART. 1 REGOLAMENTO (CE) 1/2003 DEL CONSIGLIO |
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1. Gli accordi, le decisioni 2. Gli accordi, le decisioni 3. Lo sfruttamento abusivo |
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ART.3 DELIBERA CICR |
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1. Nelle operazioni 2. Quando il 3. Quando il pagamento avviene mediante 4. Nei contratti |
IL CASO L’ordinanza in esame è stata emessa dal dott. Stefano Caramellino nel corso di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ove parte opponente lamentava, tra l’altro, l’erronea quantificazione degli interessi, la violazione del divieto di anatocismo nonché l’omissione dell’indicazione del tasso di interesse applicato. Il Giudice ha precisato come, dall’esame della documentazione contrattuale prodotta risultava che: a) il contratto recava l’indicazione del tasso di interesse convenzionalmente pattuito, ben al di sotto del tasso soglia; b) l’asserita violazione della pattuizione nel piano di ammortamento è rimasta generica e non suffragata da perizia di parte; c) in tema di anatocismo il contratto sottoscritto dalle parti prevedeva una clausola conforme all’art.3 delibera Cicr 9.02.2000 vigente da data anteriore al contratto, ragione per la quale l’anatocismo risulta legittimo ex art.120 TUB anche oltre i limiti di cui all’art.1283 cc.. Il Giudice per tali ragione ha concesso la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto e rinviato la causa in prosieguo al fine di consentire alla parti il deposito della domanda di mediazione. IL COMMENTO Una nuova pronuncia nell’ambito del thread “120 TUB” ove viene affermato che la nuova norma “non sia applicabile alla capitalizzazione della quota di interessi conglobata in ciascuna rata, che si verifica nei contratti di finanziamento in occasione della risoluzione o della decadenza dai termini di pagamento per effetto delle clausole conformi al dettato dell’art. 3 delibera Cicr 9 febbraio 2000: infatti, la lettera A del predetto art. 120 secondo comma d.lgs. 385/1993 contiene una previsione letteralmente limitata ai contratti di conto corrente, mentre la lettera B contiene prescrizioni riferite esclusivamente agli interessi “periodicamente capitalizzati”, con esclusione quindi della capitalizzazione una tantum che si verifica ai sensi della disposizione sopra indicata“. Trattandosi, nel caso in esame, di un contratto di finanziamento la questione viene così risolta dal Giudicante il quale non ritiene applicabile la nuova formulazione art.120 TUB ai contratti di finanziamento. Il Giudice, poi, effettua un attento esame sulla tormentata problematica relativa all’applicabilità o meno della nuova formulazione dell’art.120 TUB, che ha visto alternarsi pronunce di segno opposto, ora in favore dei consumatori, ora degli istituti di credito. In particolare, il Giudice senese ha ben evidenziato l’incompatibilità tra il dettato dell’art. 120, secondo comma TUB, che pare imporre a livello strettamente nazionale un nuovo, peculiare e più complesso sistema di contabilizzazione nei rapporti bancari di durata, e il generale divieto ex art. 101, terzo paragrafo e primo paragrafo lettera C e lettera B TFUE, per il quale “Sono incompatibili con il mercato interno e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’interno del mercato interno ed in particolare quelli consistenti nel -b) limitare o controllare la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli investimenti; c) ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento;” In altri termini il divieto di cui all’art.101 è diretto ad evitare l’insorgere di pratiche concordate che creino segmentazioni del mercato unico europeo o che abbiano per oggetto o quale effetto di limitare gli investimenti. Tale divieto di matrice europea, precisa il Giudice, è auto applicativo nonché direttamente precettivo come riconosciuto dall’art. 1 Regolamento (CE) 1/2003 del Consiglio. Sul punto ed a conferma del ragionamento effettuato il Giudice ha ben richiamato una precedente pronuncia dell Corte di Giustizia Europea che, ad altro proposito, ha già affermato come doverosa la disapplicazione di una normativa nazionale che imponga o favorisca comportamenti imprenditoriali in contrasto con il principio della tutela della concorrenza (sentenza 09.09.2003 nel procedimento C-198/01). Una pronuncia che si pone in contrasto con le decisioni cui è pervenuto il Tribunale di Milano (con ordinanza del il 05. 08.2015), che, diversamente, aveva escluso un contrasto tra l’art.120, secondo comma, TUB con le normative o principi generali dell’ordinamento comunitario e che, forse, a ben guardare, ed a parere di chi oggi scrive, non aveva preso nella giusta considerazione le disposizioni esaminate di cui all’art. 101, terzo paragrafo e primo paragrafo lettera C e lettera B TFUE e dall’art. 1 Regolamento (CE) 1/2003 del Consiglio che, sembrano essere lineari nel voler “evitare l’insorgere di pratiche concordate che creino segmentazioni del MERCATO UNICO EUROPEO o che abbiano per oggetto o quale effetto di LIMITARE GLI INVESTIMENTI“.
I PRECEDENTI Si segnalano altri provvedimenti oggetto di commento già pubblicati sulla rivistaANATOCISMO: DUBBIA L’IMMEDIATA OPERATIVITÀ DEL NUOVO ART.120 TUB IN MANCANZA DELLA DELIBERA CICR, VALIDA LA CLAUSOLA ANATOCISTICA Ordinanza | Tribunale di Cosenza, Dott.ssa Urania Granata | 27-05-2015
ANATOCISMO: INOPERANTE IL NUOVO ART. 120 TUB IN MANCANZA DI DELIBERA CICR RESPINTO RICORSO DI UN’ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI. NON VI SONO MOTIVI DI URGENZA Ordinanza | Tribunale di Torino, dott. Luca Martinat | 16-06-2015 ANATOCISMO: IL NUOVO ART.120 TUB NON È DI IMMEDIATA APPLICAZIONE INAMMISSIBILE LA TUTELA D’URGENZA RICHIESTA DALLE ASSOCIAZIONI CONSUMERISTICHE Ordinanza | Tribunale di Parma, dott.ssa Antonella Ioffredi | 26-06-2015 ANATOCISMO: NUOVO ART. 120 TUB – RESPINTO RECLAMO ASSOCIAZIONE CONSUMATORI NON SUSSISTE IL PERICULUM IN MORA Ordinanza | Tribunale di Parma, Pres. Rogato Rel. Vittoria | 30-07-2015
Testo del provvedimento