LEGITTIMAZIONE PROCESSUALE: la procura non deve essere prodotta entro i termini ex art. 184 comma 6 cpc
Pubblicato il da Avv. Guendalina Gais - aggiornato il
La procura non deve essere prodotta entro i termini per le produzioni istruttorie ex art. 183 c.p.c., comma 6, n. 2), essendo sufficiente che sia prodotta nel primo atto successivo all’eccezione, ovvero nel termine assegnato dal giudice, se il difetto è rilevato d’ufficio.
In tema di legittimazione processuale: I) l’atto introduttivo del processo deve ritenersi inammissibile, per difetto di idonea procura alle liti (e, quindi, di “legitimatio ad processum”) quando questa sia conferita da soggetto indicato come procuratore della persona giuridica in base ad una determinata procura notarile che, tuttavia, non sia stata allegata, così, impedendo le necessarie verifiche; II) che tale vizio di rappresentanza processuale, qualora non rilevato in via officiosa nella fase di merito, fa sorgere in capo alla controparte un onere d’immediata difesa; III) che il conferimento di procura speciale al rappresentante volontario, attenendo alla verifica della regolare costituzione del rapporto processuale – che deve essere effettuata dal giudice anche d’ufficio – può essere provato, mediante documenti che dimostrino la sussistenza del potere di rappresentanza sostanziale, in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello di legittimità, con il solo limite del giudicato interno sulla questione; IV) che di conseguenza, ove la contestazione avvenga in sede di legittimità, attraverso la formulazione di uno specifico motivo d’impugnazione, la prova della sussistenza del potere rappresentativo potrà essere data, previa notifica, ai sensi dell’art. 372 c.p.c., ma l’onere di sanatoria non può andare oltre il deposito del controricorso.
Questi i principi espressi dalla Corte di Cassazione, Sez. I, Pres. Tirelli-Rel.Vella, nell’ordinanza n.31509 del 03.11.2021.