INVESTIMENTI FINANZIARI: la banca deve informare l’investitore aduso ad operazioni finanziarie a rischio elevato
Pubblicato il da Dott. Danilo Sorrentino - aggiornato il
In tema di intermediazione finanziaria, l’intermediario non è esonerato, in presenza di un investitore pur aduso ad operazioni finanziarie a rischio elevato che risultino dalla sua condotta pregressa, dall’assolvimento degli obblighi informativi, prescritti in generale e senza eccezioni dall’art. 21 del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, permanendo in ogni caso l’obbligo primario dell’intermediario di offrire la piena informazione circa la natura, il rendimento ed ogni altra caratteristica del titolo.
Pur non potendo mai il danno derivante all’investitore dall’inadempimento degli obblighi informativi dell’intermediario considerarsi in re ipsa, tuttavia, in assenza dell’assolvimento dell’obbligo informativo dell’intermediario previsto dalla legge, sussiste una presunzione dell’esistenza del nesso di causalità, quanto all’avvenuta effettuazione di una scelta non consapevole da parte dell’investitore, senza che la precedente o la contestuale condotta di investimento in altri titoli rischiosi esoneri dall’adempimento degli obblighi informativi in capo all’intermediario, nè integri la prova contraria su di lui gravante.
Questi i principi ripresi dalla Corte di Cassazione, I sez. civ., Pres. Genovese – Rel. Nazzicone, con l’ordinanza n. 18153 del 31 agosto 2020.