FIDEIUSSIONE – ANTITRUST: eccezione tardiva quando introdotta in comparsa conclusionale
Pubblicato il da Avv. Antonio De Simone - aggiornato il
L’eccezione di nullità di una fideiussione, per violazione della normativa antitrust, che si fonda su fatti nuovi, costituiti dalla corrispondenza tra il testo del contratto di fideiussione e lo schema predisposto dall’ABI, è tardiva quando è stata introdotta per la prima volta solo con la comparsa conclusionale non essendo stata fatta menzione di alcuna invalidità delle medesime con l’atto di opposizione le cui conclusioni sono state dianzi trascritte.
Le comparse conclusionali, benchè il codice non ne disciplini più il contenuto, devono comunque contenere l’illustrazione ed il riassunto delle domande, delle eccezioni e delle difese già proposte e pertanto non possono contenere eccezioni nuove che comportino un ampliamento del thema decidendum; ciò vale anche per le eccezioni che sono rilevabili anche d’ufficio, come la nullità, laddove tali eccezioni non siano fondate su fatti accertati nel corso del processo.
Questi i principi di diritto a cui si è uniformato il Tribunale di Pistoia, Giudice Maria Iannone, che con la sentenza n. 673 del 9 settembre 2020, ha rigettato l’opposizione di una società e dei garanti avverso un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca.
Per ulteriori approfondimenti si rinvia ai seguenti contributi pubblicati in Rivista:
L’eccezione di nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust non può essere formulata per la prima volta negli scritti conclusivi
Costituisce una domanda nuova, come tale inammissibile in quanto tardiva
Sentenza | Tribunale di Milano, Giudice Guido Macripò | 21.07.2020 | n.4502
FIDEIUSSIONE OMNIBUS – ANTITRUST: è inammissibile dedurre la nullità in sede di comparsa conclusionale
Costituisce allegazione “nuova”, insuscettibile di essere proposta
Sentenza | Tribunale di Roma, Giudice Tommaso Martucci | 19.12.2018 | n.24358