Esecuzione forzata: il professionista delegato non è un semplice esecutore delle direttive impartite dal Giudice dell’Esecuzione
Pubblicato il da Avv. Giorgia Viola
Testo massima
Se già nel vigore della disciplina dettata dalla legge 302/98 poteva affermarsi che il ruolo del notaio delegato non era quello di un semplice esecutore delle direttive impartite dal Giudice dell’Esecuzione ma di un vero e proprio sostituto di quest’ultimo, tale conclusione, a seguito della riforma della legge 80 del 2005, va ulteriormente ribadita alla luce dei nuovi compiti del professionista. Con la presente relazione a cura dell’avv. Giorgia Viola si affronta il problema dell’esame del fascicolo d’ufficio da parte del professionista delegato, il quale deve farsi carico in prima persona di tutte le questioni di ordine pratico o giuridico, che possono presentarsi nel corso della procedura e che possono essere rilevanti nella misura in cui siano in grado di incidere sul corretto svolgimento della procedura e, quindi, sulla informazione dei potenziali offerenti ovvero sulla formazione della volontà delle relative offerte. Il delegato, infatti, è il professionista che supplisce il ruolo del Giudice dell’Esecuzione non solo nel compimento sul piano formale degli adempimenti ma anche nell’attività di interpretazione delle norme e di risoluzione delle problematiche connesse alla vendita. Sarebbe, difatti, incongruo ed in palese contrasto con la riforma accollare al magistrato anche la risoluzione delle difficoltà che ordinariamente si possono incontrare nello svolgimento delle operazioni di vendita, le quali nella maggior parte dei casi possono agevolmente superati, ricorrendo alla scienza privata del professionista delegato.Testo del provvedimento