ESTINZIONE ANTICIPATA E DIRITTI DEL CONSUMATORE: L’IMPATTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE SUL “CASO ITALIANO”
Pubblicato il da Avv. Walter Giacomo Caturano - aggiornato il
A cura dell’Avv. Walter Giacomo Caturano – Direttore Scientifico Ex Parte Creditoris
ABSTRACT
Una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea è destinata ad aprire un profondo dibattito tra gli operatori del credito, sul delicato tema del rimborso dei costi dovuto al consumatore in caso di estinzione anticipata di un finanziamento. I Giudici di Lussemburgo hanno sancito la rimborsabilità anche dei costi “che non dipendono dalla durata del contratto”. La pronuncia è destinata a superare la tradizionale distinzione tra oneri “up-front” e “recurring”? Quale impatto avrà sul sistema italiano? È del tutto lineare il percorso argomentativo della Corte?
SOMMARIO
§-I) Premessa introduttiva – §-II) Il contesto normativo – §-III) Una prima delimitazione dell’oggetto di tutela: consumatori e credito al consumo – §-IV) Esame comparativo delle normative nazionali ed argomentazioni della Corte UE – §-V) Il commento – L’impatto sul “caso italiano” – §-V.a) Il tema della vincolatività del dictum della CGUE – §-V.b) Il tema della “efficacia diretta” della direttiva 2008/48; §-V.c) Il tema della “direttrice” entro cui è possibile far valere l’inesatta trasposizione della direttiva (rapporti “orizzontali” vs. rapporti “verticali”) – §-V.d) Il tema dei rimedi a disposizione del singolo per far valere i diritti scaturenti dalla direttiva; §-V.e) Il tema dell’effettivo superamento della distinzione tra costi “up-front” e costi “recurring” – §-VI) Considerazioni conclusive e spunti critici.
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