RIASSUNZIONE DEL GIUDIZIO INTERROTTO: CONDANNA PER LITE TEMERARIA

CONDANNATO IL CREDITORE CHE RIASSUME IL GIUDIZIO DI ACCERTAMENTO DELL’OBBLIGO DEL TERZO INTERROTTO PER FALLIMENTO
Sentenza
Tribunale di Brescia, Sezione Commerciale, Giudice dott. Adalberto Stranieri
02-08-2012
lite temeraria
amministrativo
Art. 96 cpc; Art. 547 cpc; Art. 549 cpc; Art. 43 Legge Fallimentare
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Testo della massima

Deve essere condannato al risarcimento del danno per lite temeraria ex art. 96 cpc il creditore che attivi personalmente la riassunzione del giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo ex art. 546 cpc, nonostante sia intervenuta la dichiarazione di fallimento del proprio debitore.

 

Lo ha deciso il Tribunale di Brescia all’esito di un giudizio di accertamento giudiziale del rapporto dare – avere tra debitore e terzo pignorato ex art. 549 cpc interrotto per effetto dell’intervenuta dichiarazione di fallimento dell’impresa esecutata, ma successivamente riattivato con ricorso in riassunzione presentato personalmente dal creditore.

 

Nell’ambito della disciplina generale delle spese processuali, l’art. 96 cpc prevede, come noto, l’ipotesi di responsabilità aggravata a carico della parte soccombente.

 

Se la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, la stessa può essere condannata, su istanza di parte, al pagamento non solo delle spese processuali, ma anche al risarcimento del danno.

 

Il Tribunale di Brescia ha ritenuto, nel caso di specie, che la condotta tenuta dal creditore giustifichi la condanna al risarcimento del danno ex art. 96 cpc.

 

La riassunzione del giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo ex art. 549 cpc promosso personalmente dal creditore, perché interrotto a seguito della dichiarazione di fallimento del debitore, doveva difatti ritenersi inammissibile per carenza di legittimazione attività.

 

Ciò in quanto soltanto il curatore fallimentare poteva essere legittimato ad agire in giudizio nell’interesse del fallimento ai sensi dell’art. 43, comma 1, Legge Fallimento, di qui ne discendeva la soccombenza del creditore e la conseguente condanna al risarcimento del danno ex art. 96 cpc.

 

 

Testo del provvedimento

© Riproduzione riservata - il presente articolo potrà essere utilizzato previa indicazione: “segnalato da www.expartecreditoris.it”

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